giovedì 14 marzo 2019

Il Notturno del Giovedi Santo nella tradizione della "latinità ortodossa" verso la fine del X secolo


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Premessa

Nulla avviene mai per caso neppure on line.. Il Padre Serafim Valeriani Ropa  ha oggi ricordato su facebook che da ieri i fratelli e le sorelle cristiani ortodossi del rito occidentale (western rite) hanno iniziato(con il Mercoledi delle Ceneri.-in data 13 Marzo 2019 -il loro cammino quaresimale

Sempre su facebook il fratello di fede Marco Giorgi pubblica  oggi stesso il testo liturgico dell'antico rito della latinità cristiana nella fede comune del Notturno del Giovedi Santo con questo commento liturgico 

Il Rito del Cantico degli Ulivi è un Notturno che non segue l'ordinario benedettino e che si sviluppa nel clima dell'Alto Medioevo Occidentale ottenendo questa forma verso la fine del X secolo. Cantato prevalentemente nei monasteri, segue - secondo l'itinerario liturgico romano - gli sviluppi del tradimento di Giuda, con grande enfasi." 

e con la seguente citazione sulle fonti 
il testo è disponibile in Anglo-Roman Rite, Medieval Psalter, pubblicato su Lula dalla Metropolia d'America di vecchio calendario, monastero del Santo Nome, NJ, nel 2018. Io ho ricevuto i testi in amicizia prima della pubblicazione ufficiale."



PUBBLICO INTERO TESTO 


NOTTURNO DEL GIOVEDI' SANTO
detto anche Notturno del Cantico degli Ulivi

Questo Officio si recita nella sera del Giovedì Santo, Dopo la Coena Domini. Il clero si veste in paramenti scuri. Sulle porte sante, il sacerdote intona a braccia aperte. Il coro non canta alcuna antifona d'ingresso, ma si suonano le campanelle.


PRINCIPIO
S. O Dio non abbandonarmi.
R. Ma Signore, vieni presto in mio aiuto. 
S. Canterò la tua gloria, Signore, nel mezzo del tuo Tempio. 

Il sacerdote si volta verso il Lettore e benedice, sedendosi alla sedilia.

SALMODIA
Il Lettore salmodia i salmi 37, 50 (51) e 67. 

L. Salmo 37. Non irritarti a causa dei malvagi, non invidiare i malfattori. Come l'erba presto appassiranno; come il verde del prato avvizziranno. Confida nel Signore e fa' il bene: abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza. Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i desideri del tuo cuore. Affida al Signore la tua via, confida in lui ed egli agirà: farà brillare come luce la tua giustizia, il tuo diritto come il mezzogiorno. Sta' in silenzio davanti al Signore e spera in lui; non irritarti per chi ha successo, per l'uomo che trama insidie. Desisti dall'ira e deponi lo sdegno, non irritarti: non ne verrebbe che male; perché i malvagi saranno eliminati, ma chi spera nel Signore avrà in eredità la terra. Ancora un poco e il malvagio scompare: cerchi il suo posto, ma lui non c'è più. I poveri invece avranno in eredità la terra e godranno di una grande pace. Il malvagio trama contro il giusto, contro di lui digrigna i denti. Ma il Signore ride di lui, perché vede arrivare il suo giorno. I malvagi sfoderano la spada e tendono l'arco
per abbattere il povero e il misero, per uccidere chi cammina onestamente. Ma la loro spada penetrerà nel loro cuore e i loro archi saranno spezzati. È meglio il poco del giusto che la grande abbondanza dei malvagi; le braccia dei malvagi saranno spezzate, ma il Signore è il sostegno dei giusti. Il Signore conosce i giorni degli uomini integri: la loro eredità durerà per sempre. Non si vergogneranno nel tempo della sventura e nei giorni di carestia saranno saziati. I malvagi infatti periranno, i nemici del Signore svaniranno; come lo splendore dei prati, in fumo svaniranno. Il malvagio prende in prestito e non restituisce, ma il giusto ha compassione e dà in dono. Quelli che sono benedetti dal Signore avranno in eredità la terra, ma quelli che sono da lui maledetti saranno eliminati. Il Signore rende sicuri i passi dell'uomo e si compiace della sua via. Se egli cade, non rimane a terra, perché il Signore sostiene la sua mano. Sono stato fanciullo e ora sono vecchio: non ho mai visto il giusto abbandonato né i suoi figli mendicare il pane; ogni giorno egli ha compassione e dà in prestito, e la sua stirpe sarà benedetta. Sta' lontano dal male e fa' il bene e avrai sempre una casa. Perché il Signore ama il diritto e non abbandona i suoi fedeli. Gli ingiusti saranno distrutti per sempre e la stirpe dei malvagi sarà eliminata. I giusti avranno in eredità la terra e vi abiteranno per sempre. La bocca del giusto medita la sapienza e la sua lingua esprime il diritto; la legge del suo Dio è nel suo cuore: i suoi passi non vacilleranno. Il malvagio spia il giusto e cerca di farlo morire. Ma il Signore non lo abbandona alla sua mano, nel giudizio non lo lascia condannare. Spera nel Signore e custodisci la sua via: egli t'innalzerà perché tu erediti la terra; tu vedrai eliminati i malvagi. Ho visto un malvagio trionfante, gagliardo come cedro verdeggiante; sono ripassato ed ecco non c'era più, l'ho cercato e non si è più trovato. Osserva l'integro, guarda l'uomo retto: perché avrà una discendenza l'uomo di pace. Ma i peccatori tutti insieme saranno eliminati, la discendenza dei malvagi sarà sterminata. La salvezza dei giusti viene dal Signore: nel tempo dell'angoscia è loro fortezza. Il Signore li aiuta e li libera, li libera dai malvagi e li salva, perché in lui si sono rifugiati.

L. Salmo 50 (51) Abbi Pietà di me, o Dio, nella tua indulgenza; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro. Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto: così sei giusto nella tua sentenza, sei retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa io sono nato, nel peccato mi ha concepito mia madre. Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo, nel segreto del cuore mi insegni la sapienza. Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro; lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia: esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie iniquità. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia della tua salvezza, sostienimi con uno spirito generoso. Insegnerò ai ribelli le tue vie e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza: la mia lingua esalterà la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode. Tu non gradisci il sacrificio; se offro olocausti, tu non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio; un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. Nella tua bontà fa' grazia a Sion, ricostruisci le mura di Gerusalemme. Allora gradirai i sacrifici legittimi, l'olocausto e l'intera oblazione; allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.
L. Salmo 67 Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto; perché si conosca sulla terra la tua via, la tua salvezza fra tutte le genti. Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. La terra ha dato il suo frutto. Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio e lo temano tutti i confini della terra.
PATER NOSTER
S. Kyrie eleison. R. Kyrie eleison.
S. Christe eleison. R. Christe eleison.
S. Kyrie eleison. R. Kyrie eleison.
S. Rivolto al popolo. Il Signore disse, rivolto al Signore suo e nostro: Padre nostro. Tutti dicono il Padre nostro.

PRIMA LETTURA
Il Suddiacono prende la benedizione e, in processione con un ceroforo che lo precede, sale in ambone mentre il coro canta

Ascolteremo i tuoi decreti / o Onnipotente, / e abbandoneremo le iniquità dei nostri Padri. / Ci vestiremo di giustizia, / compiremo le oblazioni al tuo Nome santo / perché a te ogni gloria e onore appartiene / nei secoli dei secoli. 

Subd. Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: «Alzati, và a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò». Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta». I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. Poi fu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e dei suoi grandi: «Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno sì che noi non moriamo?». Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
R. Rendiamo grazie a Dio.

 Il suddiacono ritorna in altare con una seconda processione, mentre il coro canta:

Coro. Dio vide le loro opere, / che cioè si erano convertiti / dalla loro condotta malvagia /, e Dio si impietosì riguardo al male / che aveva minacciato di fare loro / e non lo fece.
COLLETTA

S. Verso il popolo. Il Signore sia con voi.
R. E col tuo spirito.
S. Preghiamo. Si volta verso l'altare. Padre eterno e onnipotente, che nell'ora tremenda per il tuo Unigenito hai permesso che l'Innocente venisse condotto all'umiliazione più grande, preludio della sua morte vivificante, guarda ora a noi fedeli che digiuniamo e attendiamo fiduciosi la seconda venuta del tuo Figlio, benedici e conserva il tuo popolo, salva il Mondo tuo e conserva immacolata la tua Chiesa, fa' che possa sempre difendere la Verità della tua Rivelazione da coloro che brancolano nelle tenebre: per Cristo tuo Figlio e Signore nostro, che vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen. 

CANTICO DEL PROFETA GIONA

Mentre il coro recita le stanze, il sacerdote benedice il turibolo e incensa l'altare tre volte, la santa Croce, il presbiterio, i serventi, il popolo e tutto il tempio. 
Servente: padre, benedici.

S. Sia benedetto quest'incenso + da Colui per il cui onore verrà bruciato. Amen. 
S. Accetta, o Signore Dio, questo incenso, come offerta spirituale sulla tua santa mensa: mandaci in contraccambio la tua benedizione celeste. Non guardare alle nostre iniquità, non guardare ai nostri peccati, ma piuttosto, per la fede della tua Chiesa che ti è devota, salvaci e benedicici, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen
.
Coro. «Nella mia angoscia ho invocato / il Signore ed egli mi ha esaudito; / dal profondo degli inferi ho gridato / e tu hai ascoltato la mia voce. / Mi hai gettato nell'abisso, nel cuore del mare / e le correnti mi hanno circondato; / tutti i tuoi flutti e le tue onde sono passati sopra di me. Io dicevo: / Sono scacciato lontano dai tuoi occhi; / eppure tornerò a guardare il tuo santo tempio. / Le acque mi hanno sommerso fino alla gola, l'abisso mi ha avvolto, / l'alga si è avvinta al mio capo. / Sono sceso alle radici dei monti, / la terra ha chiuso le sue spranghe dietro a me per sempre. / Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, Signore mio Dio. / Quando in me sentivo venir meno la vita, ho ricordato il Signore. / La mia preghiera è giunta fino a te, / fino alla tua santa dimora. / Quelli che onorano vane nullità abbandonano il loro amore. / Ma io con voce di lode offrirò a te / un sacrificio e adempirò il voto che ho fatto; / la salvezza viene dal Signore»

PRECE
S. Rivolto al popolo. Il Signore sia con + tutti voi.
R. E col tuo spirito.
S. Preghiamo. Rivolto all'altare. Signore nostro Dio, che hai salvato la città pagana di Ninive per la conversione dei loro peccatori, guarda anche a noi che abbiamo condotto la quaresima e le astinenze del digiuno per compiacere la tua Maestà, e perdonaci: perché tu sei santo in ogni tempo e vivi e regni nei secoli dei secoli.
R. Amen.

SECONDA LETTURA
Il Lettore, in altare, prende la benedizione e sale sul pulpito, in una seconda processione, mentre il coro canta:

Coro. Abbi pietà di noi, o Signore / perché i nostri predecessori non ti hanno accolto: / ma non rivolgere vendetta contro i tuoi servi / e così come hai risparmiato gli abitanti di Ninive / abbi compassione del tuo popolo. 

L. Dalla Lettera di san Paolo agli ebrei.
R. Gloria, a te, Signore.
L. Per questo egli è mediatore di una nuova alleanza, perché, essendo ormai intervenuta la sua morte per la redenzione delle colpe commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che è stata promessa. Dove infatti c'è un testamento, è necessario che sia accertata la morte del testatore, perché un testamento ha valore solo dopo la morte e rimane senza effetto finché il testatore vive. Per questo neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue. Infatti dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto il popolo da Mosè, secondo la legge, questi, preso il sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issòpo, ne asperse il libro stesso e tutto il popolo, dicendo: Questo è il sangue dell'alleanza che Dio ha stabilito per voi. Alla stessa maniera asperse con il sangue anche la Tenda e tutti gli arredi del culto. Secondo la legge, infatti, quasi tutte le cose vengono purificate con il sangue e senza spargimento di sangue non esiste perdono. Era dunque necessario che i simboli delle realtà celesti fossero purificati con tali mezzi; le realtà celesti poi dovevano esserlo con sacrifici superiori a questi. Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore, e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui. In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Ora invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza. 
R. Rendiamo grazie a Dio. 
L. Sia Iddio misericordioso con noi e ci benedica, ci benedica il Signore nell'ora del bisogno.


CANTICO DEGLI OLIVI
Il sacerdote si inchina alla santa mensa e riceve il Lettore dandogli una benedizione, dopodiché si volta per benedire il coro, il quale comincia il Cantico. Mentre il coro recita le stanze, il sacerdote benedice il turibolo e incensa l'altare tre volte, la santa Croce, il presbiterio, i serventi, il popolo e tutto il tempio. 
Servente: padre, benedici.

S. Sia benedetto quest'incenso + da Colui per il cui onore verrà bruciato. Amen. 
S. Accetta, o Signore Dio, questo incenso, come offerta spirituale sulla tua santa mensa: mandaci in contraccambio la tua benedizione celeste. Non guardare alle nostre iniquità, non guardare ai nostri peccati, ma piuttosto, per la fede della tua Chiesa che ti è devota, salvaci e benedicici, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Stanza I
Primo Cantore. Sul Monte degli Ulivi pregai al Padre: / Se possibile, o Eterno, / allontana da me questo calice.
Coro. Lo spirito è pronto, / infatti, / ma la carne è debole. / Sia fatta la tua volontà. / Non ciò che voglio io, / ma quel che vuoi tu.
Stanza II
Primo cantore. Contro di me si pongono i bugiardi / e mi attaccano senza un motivo.
Coro. Ma Tu, Signore, sei il mio liberatore, / l'avvocato nei momenti di bisogno. / Non vi è aiuto se non nel Signore, / il Salvatore di quanti credono.
Stanza III
Primo Cantore. La mia anima è sofferente, / soffro fino alla morte. Ma Tu guardami, / e mostrami le tue misericordie. /
Coro. Lo abbiamo visto: / non c'è splendore in lui, né magnificenza / o avvenenza
Stanza IV
Primo Cantore. Renderò il bene per bene, / mi sacrificherò per te. / Il Figlio dell'Uomo cammina verso il sacrificio /, per liberare i giusti dalle mani degli empi.
Coro. E' nato per prendere i nostri peccati / e annientarli nel fulgore / della sua potenza. / Ha sofferto per noi / e ha distrutto le nostre iniquità.
Stanza V
Primo Cantore. Oggi uno dei miei discepoli / mi tradirà. Meglio per lui / che non fosse mai nato.
Coro. Ha messo la sua mano / nel mio piatto, / eppure mi ha condotto / nelle mani dei peccatori.
Stanza VI
Primo Cantore. Giuda, / il traditore, / vendette il Cristo con un bacio; / e come un agnello innocente, / fu condotto al macello.
Coro. Il Signore fu venduto / per trenta denari,/ per trenta denari fu venduto il Signore.
Stanza VII
Primo Cantore. Gli anziani tennero consiglio / per far morire il Signore / e votarono per la sua rovina.
Coro. Fu condotto in catene / e come un ladro legato ai ceppi, / a causa delle loro iniquità.
Stanza VIII
Primo Cantore. I Cieli vedranno l'Ira di Dio sui Giuda della terra, / che hanno abbandonato il testamento di Pace / e si vendono per trenta monete d'argento, / ricordate del giorno in cui il Signore verrà.
Coro. Per voi sarà resurrezione di morte, / e la vendetta dell'Altissimo non tarderà. / E diremo assieme al Signore: / via da noi, voi che operate il male, / non prenderemo parte alle vie dell'iniquo.
LETTURA DELL'EVANGELO

Il coro canta il graduale: Il Signore, Salvatore nostro / Gesù Cristo, / Il Verbo Incarnato del Padre / nacque da Vergine per la nostra redenzione / e per la salvezza di tutti i Popoli. 
D. Monda, o Signore, le mie labbra coi carboni ardenti come il profeta Isaia, che io sia degno di cantare il santo Vangelo. 
Nel frattempo il diacono si inginocchia dinnanzi al sacerdote, chiedendo la benedizione con l'Evangeliario in mano.

D. Padre, benedici l'annunciatore del Vangelo.
S. Sia tu benedetto da Colui + che dal costato perse sangue e acqua. 
D. Amen. 
Mentre la processione del Vangelo si snoda verso il pulpito, il coro canta ancora:

Coro. Abbi pietà di noi / o Dio, / abbi pietà di noi: ci hai dato un comandamento nuovo, / quello di amarci gli uni gli altri. / Salvaci nel Nome del tuo Amore per gli uomini /che tu stesso hai plasmato. 

Dopo aver incensato il Vangelo, il diacono dice: 
D. Dal Vangelo secondo il beato + apostolo ed Evangelista Giovanni. 
R. Gloria a Te, Signore.
D. In quel tempo, prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. (Giovanni 13:1-15) Parola di Dio.
R. Gloria a Te, o Cristo. 

Il Diacono benedice il popolo con l'Evangeliario e la processione rientra. Il sacerdote, se vuole, tiene un sermone.

LITANIA GELASIANA
Se si vuole, può essere recitata la litania gelasiana.
COLLETTA
S. Attendiamo, o Signore, la tua misericordia.
R. Nel mezzo del tuo tempio aspettiamo la tua benevolenza.
S. Tu salverai coloro che seguono i tuoi comandamenti.
R. E annienterai i superbi e gli iniqui.
S. Signore, accogli la mia supplica.
R. Presta orecchio alla mia preghiera. 
S. (a braccia alzate) Signore nostro Dio, guarda all'opera delle tue mani e mondaci interamente dalle nostre iniquità, purifica le nostre anime e i nostri corpi da ogni macchia malvagia, così da esser degni di partecipare ai santi e tremendi misteri dei giorni a venire. Per Cristo, nostro Signore.
R. Amen.

CONCLUSIONE
S. Verso il popolo. La benedizione del Signore Dio onnipotente, Padre + Figlio e Spirito Santo, sia su di voi e con voi rimanga sempre.
R. Amen. 
S. Andiamo in pace.
R. Nel nome di Cristo. 
Il coro canta l'antifona di uscita mentre il clero, in processione, torna in sagrestia:
Coro. Contro di me si pongono i bugiardi / e mi attaccano senza un motivo. Ma Tu, Signore, sei il mio liberatore, / l'avvocato nei momenti di bisogno. / Non vi è aiuto se non nel Signore, / il Salvatore di quanti credono.


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